Red Cube di Isamu Noguchi, Broadway Manhattan

Camminare a Manhattan — la città che si vive a piedi

Manhattan si vive camminando. I mezzi pubblici funzionano — metro, bus, tutto — ma è a piedi che la città si rivela davvero. Ogni angolo una scoperta. Una libreria, un negozio a tema, uno scorcio di luogo famoso dove sono stati girati film entrati nell’immaginario collettivo. Ogni strada è lunghissima e non finisce mai — quando inizio a camminare non mi vorrei fermare.

A Broadway, all’angolo con Liberty Street, un cubo rosso enorme in equilibrio su un vertice. Il Red Cube di Isamu Noguchi, 1968. Un buco nel mezzo, come se qualcuno avesse perforato il metallo con un pugno. Ci si ferma, si guarda, si alzano le mani come per sostenerlo. I newyorkesi passano senza alzare gli occhi.

Qualche isolato più in là, animali in bronzo seduti a tavola — un ippopotamo, un cane in abito, una coniglietta, un leone, un rinoceronte. Un banchetto surreale in mezzo a Wall Street, con le tazze di caffè e i piatti apparecchiati. Arte pubblica che non si annuncia, non si spiega, è semplicemente lì.

È una città magica e magnetica. Avrà certamente dei difetti — ma per un sognatore mi sono soffermato sulle cose belle, quelle capaci di stupire, come fanno i bambini. Forse ci manteniamo vivi proprio grazie allo stupore, alla bellezza, al desiderio. Senza questi ingredienti la vita è solo un soffio nel vuoto.

di Luca Scainelli – Errante del Gusto

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