Skyline di Manhattan dall'alto con cielo limpido e l'Hudson River sullo sfondo

L’inquinamento non viene dalle auto

Da quassù Manhattan sembra pulita. E lo è, più di quanto ci si aspetti da una città di otto milioni di persone. Il cielo è limpido, l’aria respira. Nessuna cappa di smog, nessun odore di traffico. Eppure ci sono più auto qui che in qualsiasi città italiana.

Il motivo ha un nome e ha 150 anni: il teleriscaldamento.

Nel 1882 — lo stesso anno in cui Edison accendeva le prime lampadine a Manhattan — un ingegnere di nome Birdsill Holly brevettava a Lockport, New York, il primo sistema di distribuzione del calore centralizzato. L’idea era semplice: produrre vapore in una centrale, distribuirlo sotto le strade tramite tubature, riscaldare interi isolati senza che ogni edificio accendesse una caldaia propria. New York lo adottò quasi subito. Oggi la rete di vapore di Manhattan è ancora in funzione — gestita da Con Edison — e serve migliaia di edifici nel centro della città.

In Italia questo sistema non è mai decollato su scala urbana. Non per mancanza di tecnologia — la tecnologia c’era, e c’è. Non per mancanza di risorse. Per mancanza di visione, probabilmente, o per gli stessi motivi per cui molte cose buone non decollano da noi: troppe autorizzazioni, troppi interessi, troppa frammentazione.

Nel frattempo i nostri centri storici si riscaldano edificio per edificio, caldaia per caldaia, e poi ci meravigliamo dello smog.

Da quassù si vede tutto molto chiaramente.

di Luca Scainelli – Errante del Gusto

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