Dall’Archivio 2018 | Pelinkovac: l’assaggio dell’amaro più amaro
Recupero dall’Archivio questo assaggio del 2018: un tassello del mio percorso che non poteva mancare e che oggi trova finalmente il suo posto nella scala 20-60.
Trieste ha un modo tutto suo di entrarti nelle ossa, specialmente in quel 9 febbraio 2018. Era un venerdì di un inverno che non faceva sconti: l’aria era affilata come un rasoio, ma il cielo… il cielo era di quel blu elettrico che solo la Bora sa pulire, lasciando che il sole picchi forte sulle pietre del porto senza riuscire a scaldarle davvero.
Camminavo, cercando rifugio nel cuore pulsante della città, finché non sono scivolato dentro la porta del Buffet da Pepi. Lì dentro il tempo si ferma: il vapore dei bolliti, il profumo della porcina e quel brusio di lingue e di bicchieri che sanno di confine.

Ero lì per scaldare l’anima, ma la vera scoperta è arrivata alla fine.
Chiedo a Pepi di farmi assaggiare qualcosa di insolito. Davanti a me è apparso un bicchierino scuro, denso, quasi misterioso. Il Pelinkovac. Non era un semplice amaro; era Trieste liquida. Al primo sorso, l’assenzio selvatico mi ha investito come una folata di vento sul Molo Audace: amaro, d’un amaro primordiale, quasi prepotente, capace di risvegliare ogni senso intorpidito dal freddo.
Ma poi, mentre fuori il sole invernale faceva brillare i contorni della città, quel liquore ha iniziato a svelarsi. Erbe di terre lontane, radici, il sapore di un impero che non c’è più ma che lì, tra le mura di Pepi, continua a respirare. In quel bicchiere c’era la magia di Trieste: quella sua capacità di essere austera e accogliente nello stesso istante, amara come la sua storia eppure luminosa come quella giornata di febbraio.
È stato allora che ho capito che ogni assaggio ha il suo tempo. E quel Pelinkovac, tra un fumo di caldaia e un raggio di sole gelido, ha trovato il suo posto nella mia memoria.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
di Luca Scainelli –
Errante del Gusto
Esploratore del gusto tra vino, cibo e territorio.