Panzanella con pomodori, cetrioli e cipolla rossa in ciotola rustica su tavolo di legno all'aperto

Cucinare nudi

“In un uomo, poche virtù sono più erotiche della perizia culinaria. Un uomo che cucina è sexy, una donna no, forse perché ricorda troppo l’archetipo domestico.” — Isabel Allende

Se siete un po’ come il mio amico Luca, che è venuto a trovarmi durante il Family Food Fight — trasmesso il giovedì sera su Sky Uno durante la clausura, invitato dalla produzione di Endemol Shine Group a mia insaputa proprio perché incapace di cucinare anche le cose più semplici — siete capitati nel posto giusto.

Un piatto di recupero che fa strabiliare gli occhi e ti fa esclamare: perché non l’ho conosciuto prima, come quando scopri una vecchia canzone che ti era sfuggita, un bel libro scritto anni fa o un film del passato, o perché no una poesia di Neruda che ti era sfuggita.

È bello nutrirsi di piatti freschi e sfiziosi, di quelli che ti danno soddisfazione senza dover investire ore per la preparazione. Provate a mettere in una padella un filo d’olio e dell’aglio — io uso quello di Vessalico — fate soffriggere fino a che i vostri vicini non si affacceranno con il naso all’insù. Pelate e affettate dei cetrioli sottilmente, poi dei peperoni e la dolcissima cipolla di Tropea, infine del pomodoro tagliato irregolarmente, che è più buono.

Mettete tutto in una insalatiera — volendo di quelle fatte dai maestri di Caltagirone — e procuratevi del pane, il più secco possibile: bagnatelo con dell’acqua, strizzatelo e buttatelo con gli altri ingredienti.

Il finale vuole olio, aceto, sale e pepe da versare nell’insieme e mescolare con cura prima di mettere in frigorifero per due ore. Dopodiché servite con un buon vino bianco: penso a un Lugana di Zenegaglia, che a Pozzolengo lo produce con passione, oppure a uno squisito Vermentino di Ottaviano Lambruschini, lui verso La Spezia. Se siete esigentini, quello di Gallura — che è il migliore fra i Vermentini.

di Luca Scainelli – Errante del Gusto

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