Pizza artigianale ristorante turco clusone alta valle seriana

Il miracolo della Val Seriana: quando la cucina è sincera (e non ha bisogno di medagliette)

Se pensate che per mangiare bene servano i tappeti rossi, le tovaglie di lino e le guide patinate, siete fuori strada. A Clusone ho trovato dei ragazzi turchi che cucinano senza filtri e, soprattutto, senza l’ansia di dover piacere a qualche critico con la puzza sotto il naso.

La sostanza batte l’estetica 10 a 0

In un mondo di piatti fatti solo per finire sui social, qui vige la regola d’oro: se un piatto non è fotografabile, chi se ne frega, l’importante è che abbia personalità. Prendete la loro pizza: a vederla non sembrerà la solita tonda da manuale con il cornicione a canotto, ma è fatta bene, ha sostanza e sapori che parlano chiaro. Se cercate l’arte astratta andate al museo, se volete mangiare sedetevi qui.

Salse e Materia Prima: Qui si fa sul serio

Ho iniziato il giro con una carrellata di antipasti che sono una sberla di freschezza. Ho assaggiato delle salse prelibate, piccanti e saporite, dove la materia prima fresca si sente ad ogni boccone. Non sono i soliti barattoli industriali:

  • C’è l’Ezme per chi ama il piccante che non scherza.
  • C’è l’Hummus cremoso e il Cacik (yogurt, menta e aglio) che ti rimette al mondo. E poi i classici della tradizione: dalle polpette di lenticchie e bulgur (Mercimek Köftesi) fino alla famosa İmam Bayıldı, la melanzana stufata che, si dice, fece svenire un Imam per quanto era buona. Io non sono svenuto, ma ho sorriso, che è meglio.

Il verdetto (col consueto realismo)

Diciamocelo: l’unica pecca sono i vini. Non aspettatevi la selezione di una cantina di grido o l’annata rara servita dal sommelier con la spadina al collo. Ma ragazzi, non si può mica pretendere l’assoluto!

In un panorama gastronomico fatto di premi comprati e finte eccellenze, trovare in Alta Valle Seriana una cucina onesta e sincera è già un miracolo. Io il mio punto di riferimento l’ho trovato: meno etichette blasonate, più sapore vero. Esattamente come piace a me.

di Luca Scainelli – Errante del Gusto

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