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Cascine Piemontesi Press Tour 2021 fra Saluzzo, Vicoforte, Dogliani per perdersi nel bello e buono.


Cascine Piemontesi è Il progetto che prevede la valorizzazione del territorio attraverso visite guidate, assaggi incontri con le persone che contribuiscono a fare da collante fra i vari piccoli produttori e, come in questo caso, con gli interlocutori più preparati nei vari settori del cibo che da queste parti è variegato e ricco.

Quando si mettono insieme: arte, paesaggio e buon cibo questo è il risultato.

SALUZZO

Mattina di Venerdì 23 Ottobre ai piedi della Castiglia, fortezza del 1286.

Ad accoglierci, entusiasti, ci sono il direttore di confagricoltura Roberto Abellonio, sprizza territorio da tutti i pori e l'immobiliarista Luigi Fassino, dalla parlantina perpetua, che ci illustrano la storia di questo paese che promette sorprese, qui in un piccolo ex giardino delle suore ci sono vigneti che danno vita ad un bollicine che assaggeremo più tardi.

I palazzi storici sono uno affianco all'altro, si respirano i tempi dei Marchesi e dell'epoca d'oro della città.

All'interno del ristorante Le Quattro Stagioni d'Italia ci aspettano gli assaggi di prodotti locali: Formaggi, riso, salumi, lumache e frutta in un susseguirsi di sapori più o meno significativi, mi hanno colpito i kiwi gialli di Giraudo Massimiliano, le lumache di Paolo Bove, il racconto sul riso di Battioli Paola, il formaggio di Lando; il tutto innaffiato da quelle bollicine da vino urbano che qui si produce dal nome evocativo "Le Clarisse".



VICOFORTE

Quando arriviamo a Vicoforte si respira storia, arte e soprattutto quella spiritualità che oggi purtroppo si è persa, la gente non va più a messa e tutti a parole si vogliono bene a volte professando l'accoglienza perpetua ma appena ti giri potresti essere pugnalato, ma questo è un altro tema.

Ad accoglierci il sindaco del paese, Valter Roattino, che da molti anni lo regge cercando di farlo conoscere al mondo, mi dice anche di aver bloccato la costruzione di un supermercato proprio dietro alla piazza dove ci troviamo e che l'interlocutore a fatto appello al TAR.

Ad accompagnare il Sindaco, oltre al direttore di confagricoltura, sempre con noi per verificare che tutto proceda per il meglio, arriva una signora appassionata di arte e di storia: è lei che ci guida la visita del santuario con la cupola ellittica più grande del mondo, da fare girare la testa.

Fra le colline troviamo il ristorante Il Groglio uno di quei posti dove capisci che ci starai bene. Anche qui un susseguirsi di sapori e racconti, esperienze di vita, il rapporto con la terra che qui regala bontà, ma la devi saper trattare e rispettare; assaggio il panettone al miele di Lorenzo Pomero, giovane sperimentatore, ma anche una composta di castagne da leccarsi i baffi anche a non averli, le nocciole, che qui son gentili, di Cascina Fontane ma anche il salame cotto di Marco Pecchenino e il Riesling di Cascina Monsignore.



VICOFORTE

Quando arriviamo a Vicoforte si respira storia, arte e soprattutto quella spiritualità che oggi purtroppo si è persa, la gente non va più a messa e tutti a parole si vogliono bene a volte professando l'accoglienza perpetua ma appena ti giri potresti essere pugnalato, ma questo è un altro tema.

Ad accoglierci il sindaco del paese, Valter Roattino, che da molti anni lo regge cercando di farlo conoscere al mondo, mi dice anche di aver bloccato la costruzione di un supermercato proprio dietro alla piazza dove ci troviamo e che l'interlocutore a fatto appello al TAR.

Ad accompagnare il Sindaco, oltre al direttore di confagricoltura, sempre con noi per verificare che tutto proceda per il meglio, arriva una signora appassionata di arte e di storia: è lei che ci guida la visita del santuario con la cupola ellittica più grande del mondo, da fare girare la testa.

Fra le colline troviamo il ristorante Il Groglio uno di quei posti dove capisci che ci starai bene. Anche qui un susseguirsi di sapori e racconti, esperienze di vita, il rapporto con la terra che qui regala bontà, ma la devi saper trattare e rispettare; assaggio il panettone al miele di Lorenzo Pomero, giovane sperimentatore, ma anche una composta di castagne da leccarsi i baffi anche a non averli, le nocciole, che qui son gentili, di Cascina Fontane ma anche il salame cotto di Marco Pecchenino e il Riesling di Cascina Monsignore.





DOGLIANI

Percorrendo le strade che svicolano in mezzo alle vigne dai colori vinosi dell'autunno arriviamo a Dogliani: Ugo Arnulfo ci porta il saluto del paese che rappresenta in quanto primo cittadino e ci introduce all'interno della Cappella della Sacra Famiglia risalente al 1883 dove ci aspetta l'entusiasmo dei piccoli produttori di vino che lo producono in questa zona famosa per il Dolcetto. Ventuno aziende da assaggiare, tutte con caratteristiche da prendere in considerazione anche solo per l'impegno. Da segnalare le bottiglie di Vietto che in etichetta hanno in bella evidenza una donna a seno nudo che fino a qualche tempo fa poteva essere una cosa normale ma che in questa era di "cancellature" e appiattimento per non dire buonismo strisciante non si vede più, infatti i ragazzi mi confermano che le prossime bottiglie saranno modificate; figuriamoci non avevo dubbi. Ogni vino che assaggio racconta una storia fatta di piccoli produttori, anche solo duemila bottiglie tanto per partire, l'Alta Langa di Marco Capra, il Moscato di Poderi Roccanera, il passito di Alessandro della Masseria, Nebbiolo Ciabot Della Luna di Vierzomartini passando per i vini di Cascina Langairolo per arrivare a Novello e assaggiare il bianco Nas-Cetta di quella cantina che sfoggia i capezzoli in bella vista.

PROSIT

©2021 Luca Scainelli



FINE.... ma si poteva continuare

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