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Sono andato ad assaggiare vini che devono la propria origine al sollevamento del fondo marino

NELLE TERRE DEL COLLIO FRA TERRA E MARE, ELEGANZA E PERSONALITA'

L'ultima volta che ci ero venuto eravamo al Park Hotel Ca' Noa, certamente un locale caratteristico e accogliente ma con il limite di non essere di proprietà;

costi e gestione si dovevano intrecciare in base a volontà che inevitabilmente erano variabili per forza maggiore.

Mi immagino Alessandro, Sommelier esperto, con la sua squadra di ragazzi affiatati, trovarsi una sera, davanti a un buon bicchiere di vino per discutere di una possibile alternativa al luogo ormai da anni utilizzato per gli incontri AIS, (Associazione Italiana Sommelier) che conta molti appassionati del vino.

Augusto la chiamava Brixia, oggi Brescia a pochi metri di distanza dalla vecchia sede AIS, trovo quella nuova, più classica e spartana ma molto duttile e funzionale allo scopo dell'associazione che qui può muoversi in libertà ed ottimizzare la gestione, grazie ad una sala di 400 metri quadrati in grado di ospitare fino a 108 persone sedute, una grande cantina e un comodo parcheggio riservato.

Arriva da una zona dove le persone si dicono coese, Ilaria Felluga, rappresenta la sesta generazione a vendemmiar bontà nella zona che ha la forma di un ferro di cavallo, quella del Collio, DOC dal 1968.

1500 ettari vitati con sauvignon, pinot grigio, ribolla gialla e friulano, senza dimenticare la malvasia: anche i vini rossi si fanno valere attraverso il Refosco dal peduncolo rosso e il Pignolo.

Dopo una breve introduzione, Ilaria lascia la parola all'esperto Diego Sburlino che di questi vini sa tutto, e lo sa anche raccontare con passione senza annoiare, e quando inizia la degustazione i vini vanno giù che è un piacere, forse, perché amo i bianchi che sanno di "mare", salati, in grado di regalare emozione che si evidenzia in bocca grazie ad una salivazione abbondante, di quelle che ti viene voglia di berne all'infinito, o molto probabilmente perché in questi territori i Felluga sanno estrarre dal terreno il meglio che si possa fare, aiutati dal territorio e dal terreno che ben si addice a produrre questi vini.

A questo punto mi lascio trasportare dai profumi di noce moscata, calendula, incenso, erbe aromatiche, erba, frutti tropicali fra cui il mango, il miele, la mandorla e tutti quelli che mi passano fra il palato e la bocca in un rincorrersi di sensazioni sempre piacevoli fino all'ultima goccia, di questi che erano racchiusi in sette bottiglie che vedete nelle fotografie.

IN ORDINE DI ASSAGGIO I VINI CHE HO BEVUTO, TUTTI DI GRANDE PERSONALITA':

  1. COLLIO GORIZIANO COL DISORE 2016 RUSSIZ SUPERIORE

  2. COLLIO FRIULANO 2016 DRIUS

  3. COLLIO FRIULANO RISERVA zio Romi 2016 RENATO KEBER

  4. COLLIO BIANCO MOLAMATTA 2015 MARCO FELLUGA

  5. COLLIO FRIULANO MANDITOCAI 2015 LIVON

  6. COLLIO BIANCO KLIN 2012 PRIMOSIC

  7. COLLIO PRADIS BIANCO 2001 CARLO DI PRADIS

Quello che ho preferito Il Monditocai che si produce nel comune di Dolegna del Collio in provincia di Gorizia.



In chiusura ho voluto approfittare della serata per fare alcune domande ad Alessandro che di questa delegazione è il capitano, ve le riporto di seguito.

1-Come è ricominciata l'attività dell'associazione.

Alessandro : direi in modo frenetico. Tanti corsi da concludere rimasti sospesi e qualche problema per il momento stagionale in cui si è potuti ripartire.


2-Come ha ritrovato gli appassionati, fermi da un po' di tempo con gli eventi.

Alessandro: vogliosi di ricominciare.


3-In generale, la pandemia ha cambiato, o potrà cambiare il mondo del vino.

Alessandro: Cambiare il mondo del vino credo sia esagerato come impostazione. Forse inizialmente un momento di riassestamento, ma credo che il tempo, non saprei quanto, ricondurrà il tutto sui binari pre covid. Almeno lo spero..


4-Produttori: Le nuove generazioni saranno in grado di portare avanti le aziende storiche formatesi grazie alla passione.

Alessandro: Solitamente le nuove generazioni che proseguono nelle grandi aziende storiche, sono la continuità generazionale, quindi credo di si.

Per i nuovi imprenditori non saprei dire, ma credo che comunque in ogni caso, come in tutte le attività, dipende dalla qualità delle persone....


5-Cosa pensa del biodinamico. (per la legge pare che non esista).

6-Quali sono i punti cardine del biologico.

Alessandro: Sono temi effettivamente molto articolati e complessi, direi che non sia l'ambito. In ogni caso sono filosofie in un caso e nell'altro una scelta produttiva. Chi dice meglio il convenzionale, chi dice no, chi dice che la filosofia conta più di ogni cosa. Vede noi diamo descrizione del vino, le scelte produttive sono tutte rispettate, perché le convinzioni di ognuno sono le proprie.


©2021 Luca Scainelli

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