La cacca del bambino di Felizzano

alla scoperta di un piatto dimenticato da Dio ma prelibato


Se volete stupire i vostri amici preparate questo piatto e ve ne saranno grati per tutta la vita, a patto che siano amanti di sapori arditi.

Storie, ricette, modi di dire che si tramandano a voce nei secoli fino ai giorni nostri

La zona è quella di Alessandria nel paese che ha un nome pure simpatico "Felizzano", nella mia mente un flashback, mi ricorda José Feliciano, portoricano, cantante ceco che scrive e interpreta nel 1971 a San Remo una delle mie canzoni preferite che canticchiavo fin da bambino, Che sarà.

Un piatto contadino protetto dalla certificazione comunale "La cacca del bambino" appunto di Felizzano.

In maniera dissacrante si fa riferimento a Gesù Bambino nel giorno della nascita, un piatto per festeggiarne l'evento e riscaldare i cuori.

Intanto per cominciare organizzatevi perché per trovare i fegatini ho dovuto girare tre macellai e poi ordinarli.

Un chilo pagato €5

INGREDIENTI:

Cipolla piccola

15 gr. Burro

Un cucchiaio Olio extravergine di oliva

30 gr. Fegatini di pollo

Vino bianco

130 gr. Pane grattugiato

Mezzo litro Brodo di carne (pollo)

1 bustina Zafferano

20 gr. Parmigiano reggiano

PREPARAZIONE:

Tritate finemente la cipolla

Metterete in una terrina di coccio abbastanza ampia da contenere l’intera minestra,

fatela appassire molto dolcemente con il burro e l’olio

Tenete sempre il coperchio semichiuso.

Prendete i fegatini di pollo, e tritateli finemente

Alzate leggermente la fiamma, scoperchiate il tegame e versate il fegato mescolando in continuazione per evitare che attacchi al fondo, il fegato risulterà ben asciutto e rosolato in circa 10 minuti.

Versare un bicchiere scarso di vino bianco secco, che lascerete evaporare.

Aggiungete 130 gr. di pane raffermo, ottenuto togliendo la crosta ad un paio di micche di pasta dura che avrete messo nel forno a bassa temperatura facendolo biscottare ma non tostare.

Mescolate e contemporaneamente versate a piccole mestolate il brodo di cappone ristretto, sgrassato e ben bollente. Otterrete una crema vellutata di buona consistenza che potrete correggere aggiungendo ancora un poco di brodo se necessario.

Mettete le bustine di zafferano in polvere o, se possibile, un abbondante pizzico di stami di zafferano autentico pestati col cucchiaio.

Aggiungete poco alla volta il parmigiano reggiano grattugiato ben stagionato. Mentre la minestra sta ancora sobbollendo rompete 3 uova raccogliendo i tuorli che mescolerete in una scodella con un cucchiaio di minestra. Spegnete il fuoco e versate nella terrina i tuorli sbattuti amalgamando il tutto con vigore, senza riporre sul fuoco. Aggiustate eventualmente di sale. Servite in fondine o tazze da brodo. Questa crema non richiede ne crostini ne pasta reale e può essere accompagnata da un vino bianco non troppo secco e aromatico.

©2021 Luca Scainelli