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A Napoli e ritorno, dove tutto frigge, anche l'aria.

Dove mangiare a Napoli senza infingimenti. Va bene la Rete, ma come dice Franco Arminio, "non c'è gusto ne odore", bisogna muoversi e incontrare persone, anche per sentirsi vivi, "invece di prendere un farmaco, prendi un luogo".

Per un "polentone" scendere a Napoli è un po' rinascere.

Punto il naso all'insù, l'aria sembra fritta, perché qui tutto frigge, compreso la pizza, in giro poche donne sottili si vedono, anche perché rimanere a dieta è impossibile, ogni angolo nasconde pizza in tutte le maniere, senza parlare dei dolci che regnano sovrani.

Da Piazza Trieste e Trento imbocco via Toledo.

La strada principale è colma di lievitati che sono come le sirene per Ulisse, gli occhi brillano e le ghiandole salivari si attivano.

Ogni tanto spunta la cartografia di Maradona e le statuette che ritraggono tutti i personaggi famosi. C'è un aria frizzante e l'atmosfera assomiglia a quella di altre città come Milano o Budapest, gente da tutto il Mondo.

Tutto cambia improvvisamente, come in un "salto di paura", gergo cinematografico, quando prendo le vie che si infilano, salendo, fra auto parcheggiate sul marciapiede, negozi con la merce esposta in bella vista e a volte immondizia, là dove non dovrebbe essere. Scorgo, dietro una vetrina, un calendario di fotografie a colori di ragazze, che non hanno finito di vestirsi.

In una via stretta, in aria, i panni stesi di un bucato appena centrifugato che dal profumo mi sembra di vedere le bolle di sapone spargersi nell'aria, come quando i bambini, soffiando nel cerchio inzuppato nel sapone, sprigionavano bolle leggere che volano libere nell'aria dissolvendosi dopo poco.

HOTEL

Realis sul Mare

Doccia con il pavimento scivoloso, l'isolamento delle pareti è insufficiente quasi impercettibile, i vetri, che guardano il mare sono molto sporchi, la televisione è impossibile da comandare da sdraiati sul letto e la connessione internet non funziona.

Il personale è gentile, la vasca idromassaggio confortevole e la vista è notevole, anche se infastidita dalla strada che passa proprio sul mare.

OSTERIA

Ho deciso di andare ad assaggiare "La genovese", tipica di Napoli diversamente da quello che si potrebbe pensare.

Fortunatamente non sono nelle Filippine dove le cipolle, uno degli ingredienti principali insieme al manzo, sono diventate più care della carne sfiorando gli undici dollari al chilo , un pollo ne costa 4.

Tiro la porta e, avanzando con il corpo, entro da Don Gaetano.

Pochi tavoli e cucina, praticamente tutto insieme, come piace a me, a parte che si rimane impregnati di olio e di tutto quello che viene cucinato. Il piatto è ben fatto, le cipolle e la carne si confondono, mentre la pasta è al dente, qui mi dicono si usa cosi.

Anche le alici fritte sono perfette. Le consumo fra i molti ritratti appesi alle pareti e anche fotografie di personaggi famosi.

PIZZERIA

Evito i luoghi turistici perché sono artefatti, preferisco immergermi nella gente di qui.

Sono nelle vicinanze di una delle pizzerie di Sorbillo ma con un taxi mi faccio portare a mezzora di strada in un quartiere dove girano solo gli abitanti che la pizza la vanno a prendere per mangiarsela a casa.

Arrivo al Diametro33, il locale è rustico e vivace, per i colori e i ragazzi che ci lavorano: Giuseppe, Raffaele, Aniello - il papà - e Francesco.

Un via vai ininterrotto di persone che vengono a prendere la pizza da portarsi a casa, mentre arriva la mia.

Pizza fritta, enorme, quando la taglio ne esce una ricotta di bufala saporita e profumata mentre, annegati all'interno, i ciccioli e pepe ne completano uno dei piatti che difficilmente si può trovare altrove.

Giuseppe mi spiega come prepara l'impasto della pizza che parte da: lievito di birra acqua farina che maturano per qualche ora a bassa temperatura, successivamente con aggiunta di farina e acqua nella quantità in cui si vuole raggiungere l'idratazione adeguata.

MERENDA

Sulla strada che corre lungo il mare, in una rientranza, c'è una struttura con scritto "Taralli caldi", qui sono di casa e vale la pena assaggiarli.

La signora che mi viene incontro è un incrocio fra una strega e una fata, tutta bardata, mi invita a prendere posto sui tavolini bianchi dove mi serve i taralli caldi, saporiti e dal profumo di strutto che ne fanno una prelibatezza, per il vino sorvoliamo non posso pretendere. Guardo il mare mentre raggi luminosi mi invadono la faccia come fosse una carezza calda, sotto, vicino al molo, due signori se la raccontano amabilmente, non capisco nulla ma la cantilena è piacevole.

E' ora di prendere la strada che porta verso l'aeroporto, e tutto svanisce come se fosse stato un bel sogno.


©2023 Luca Scainelli

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