Doriano e il sale che non si sente
Saporiti, friabili al punto giusto, e con un sale che in bocca resta leggerissimo. Poi giri il sacchetto e leggi 2,2 grammi per cento: per un cracker è tanto. È il tipo di scarto che mi interessa, perché racconta più di mille rivendicazioni in confezione.
Ho preso il **Doriano** all’**Italmark di Sovere**, sacchetto grande da settecento grammi, uno di quei prodotti che stanno in dispensa da sempre e che proprio per questo non si assaggiano mai davvero. **Doria** lo chiama Cream Cracker italiano e rivendica una lievitazione naturale oltre le ventiquattro ore, una sfogliatura lenta, la cottura a fuoco diretto e poi ad aria. Si sente: la friabilità non è quella secca e polverosa di tanti cracker da supermercato, è una struttura che cede e si scioglie, con le bolle in superficie che non sono decorazione ma il segno di come è stato cotto.
Il sale iodato è dichiarato all’1,6% ed è il terzo ingrediente, eppure non aggredisce. Merita il suo posto nell’Archivio per la **misura**: un prodotto industriale che non urla.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
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