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Vino cotto stravecchio di Tiberi David a Loro Piceno -Occhio di gallo.

Tipico del maceratese e dell'ascolano regala storia e tradizione, ma anche cultura inimitabili.

Uve Verdicchio, Sangiovese, Trebbiano e Montepulciano.

Ottenuto da mosto di uve autoctone bianche e rosse, cotto a fuoco diretto.

Fermenta naturalmente è viene lasciato invecchiare in botti di legno, non subisce alcuna filtrazione.

Color caramello, in controluce emana bagliori tendenti al giallo.

La densità richiama quasi una zuppa, promette amore di fanciullo, di quelli che non scordi mai, il profumo ricorda i migliori aceto balsamico tradizionale, complesso e in continuo divenire;

il naso si crogiola fra noce moscata, cannella, frutta cotta, fichi in confettura, mentre in bocca mantiene le aspettative che mi ero fatto al naso regalandomi attimi in cui mi sento pienamente appagato come, quando, davanti ad un tramonto sul mare, ascolto le canzoni napoletane interpretate da Gabriella Ferri che le canta meglio dei napoletani stessi e che dovrebbe essere presa da esempio per gli "aspiranti" giovani di oggi che purtroppo non sapranno nemmeno chi sia stata, in tempi dove i musicisti conoscevano la musica e i cantanti erano dotati di voce e talento.

Vi diranno che è da accompagnare al dolce, non credeteci; va bene a qualsiasi ora anche da meditazione, ci faccio un risotto e lo uso per aggraziare un gelato e insaporire una macedonia. Lo bevo a temperatura ambiente e poco poco rinfrescato.

È un vino di incontrollata sensualità.


© 2023 Luca Scainelli

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