Velich — Cuvée TO 2016
L’austriaco che non si scusa
La masterclass si intitolava “Austrian Classics Age Better”. Premessa ambiziosa, che una batteria di otto vini conferma solo in parte. I classici ci sono, l’invecchiamento anche, ma la maggior parte si posiziona su un registro corretto e un po’ piatto — l’onestà dei grandi territori senza il colpo di scena che giustifica la trasferta.
Poi c’è questo.
Il Velich Cuvée TO 2016 è un bianco che non rientra in nessuna categoria comoda. Un terzo Chardonnay, un terzo Sauvignon Blanc, un terzo Welschriesling — il Riesling italico come componente di una cuvée barricata di alto livello è una scelta insolita, e funziona. La barrique ha integrato tutto senza lasciare tracce sgarbate: il legno c’è ma è al servizio, non in cattedra. La bocca è densa, con una complessità che i dieci anni di bottiglia hanno costruito piuttosto che consumato. Frutto evoluto, speziatura sottile, un finale che non ha fretta di finire.
Il Burgenland produce bianchi che pochi conoscono fuori dall’Austria. Questo è uno dei motivi per cui varrebbe la pena conoscerli.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
Quintessenza
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