Nettare di Vite: il Pieropan che non lascia traccia
Al naso è dolce: fiori bianchi, pesca, mela. Non spigola, non ha niente di duro. Un naso che si fa bere.
In bocca va giù tranquillo, senza spaventi: leggero, i dodici gradi non si sentono. Poi finisce, e finisce in fretta — non lascia niente dietro.
È il suo pregio e il suo limite: un vino fatto bene, pulito, senza errori, che non chiede nulla e non lascia nulla. Da un **Soave Classico** di **Pieropan**, azienda che il Soave lo ha riscritto, mi aspettavo che almeno il finale reggesse.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
Quintessenza
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