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Il Moscato di Scanzo Cascina San Giovanni, scalpita.

L’eccellenza affonda le sue radici in una terra unica: 31 ettari di territorio collinare caratterizzato da elevate pendenze, da un’ideale esposizione a sud e dalla formazione rocciosa su cui crescono le viti.

Lev Tolstoj dice: "l’unica ragione per la quale il cavallo non parla, è perché la conformazione della sua bocca non lo permette".

Evidentemente potrebbe essere anche un buongustaio, almeno a vederlo alle prese con la bottiglia.

In ogni caso qui il cavallo è sinonimo di qualità e passione vera, quella che porta le persone a fondersi con gli animali e a farne una parte di se stesse fino, come in questo caso, creare una cantina che lo ritrae nello stemma perpetrato su tutte le bottiglie che escono dalla Cascina San Giovanni di Scanzorosciate.


IN CANTINA:LA CASCINA SAN GIOVANNI

Arrivo in un giorno con il sole che fa capolino da nuvole finissime. Parcheggio a ridosso del laghetto fra alberi e oche giulive.

Da un lato una vecchia chiesa in ristrutturazione, mentre appena più avanti una struttura moderna in ferro arrugginito, vetro e legno. All'esterno tavoli con sedie ben fatte, servono per accomodare la gente che qui viene per un aperitivo o per un pranzo, che può essere consumato anche su balle di fieno, fornite di copertina in caso di frescura improvvisa.

Piante sempreverdi si riflettono sulla parete in vetro, a pochi metri una vigna di uve chardonnay.

Respiro a pieni polmoni: tipo come quando si sta correndo per i mille impegni quotidiani e ci si deve fermare per prendere coscienza del proprio corpo, "inspiro con il naso, porto lo sguardo verso il cielo, espiro con la bocca" così cerco di equilibrare il corpo con la mente: "funziona".


Mi avvio verso l'entrata di questa cantina "moderna" cercando con gli occhi Daniela che è la proprietaria di questa tenuta, pezzo di territorio salvato dagli svizzeri nell' ottocento: come mi racconta Alessandro Martinelli, papà di Daniela. Mi racconta anche della grande passione per i cavalli, che ha trasferito al figlio Paolo, in poco tempo scopro un mondo che mi era oscuro, fatto di: campi, maneggi, fieno, erba medica, staccionate, ostacoli ravvicinati, gare che valgono l'onore del cavallo e del cavaliere, al di la del denaro, che passa in seconda battuta perché di fronte all'offerta anche di valore, fatta per il tuo cavallo, la scelta è difficile, amletica: "vendere il cavallo" - ci vogliono dieci anni per portarlo a gareggiare - rinunciando alla possibilità di partecipare alle gare di valore mondiale, oppure tenerlo senza avere la certezza di vincerle?".

Scopro anche che per fare un cavallo da ostacoli servono molte razze incrociate fra loro. Capisco che qui l'animale è talmente importante che è stato messo nello stemma che viene stampato su tutte le bottiglie, ed è per questo che chiedo a Daniela di portarmi nel maneggio dove alloggiano i cavalli di cui avevo parlato con il papà.


Non si riesce a capire cosa è un cavallo se non lo vedi in uno spazio ristretto.

Allora ne avverti la forza, la prestanza fisica, e penso che l'adozione del cavallo è stata una delle scoperte più importanti per le prime società umane. I cavalli erano usati in guerra, nella caccia e come mezzo di trasporto. Erano animali di grande prestigio e importanza. Inoltre, sono ampiamente rappresentati e celebrati nell'arte, sia antica che moderna.

IL MOSCATO DI SCANZO

Senza il "SASS DE LUNA" non sarei qui a disquisire con un calice nelle mani immerso nelle vigne.

E' una formazione calcareo marnosa di colore grigio azzurro che affiora nel bacino lombardo in grado di donare alle uve le caratteristiche uniche che poi si ritrovano nel vino che qui si produce con tanto impegno ed orgoglio in un territorio collinare utilizzando quella che si chiama "lotta integrata" che ha l'obbiettivo di utilizzare i fitofarmaci in quantità minore possibile. Vedo una montagna di cassette piene di uva che riposano, grossi ventilatori soffiano aria che garantisce la temperatura e l'umidità giusta per evitare la proliferazione di insetti malefici. Nella parte a ridosso della collina, in bella vista il SASS DE LUNA dalle venature grigio azzurro certifica il terreno circostante. Daniela sottolinea il fatto che questa tenuta è fornita di una fonte perpetua naturale e che in tempi di forte siccità l'acqua è garantita.


Daniela, il marito Gianbattista con le tre figlie si sono immerse in questo progetto che è iniziato più di vent'anni fa con l'insediamento in questo territorio fatto di un vecchio cascinale circondato di prati, dove scorrazzano cavalli belli come il sole, vigne, una vecchia chiesa e un laghetto fra gli alberi a protezione dei pennuti che vi ci abitano.


Assaggio: Eremita, da uve Moscato senza l'appassimento si beve per accompagnare una merenda fra amici, profumato, dopo averlo deglutito, in bocca riconosco l'uva del moscato. Il Moscato Giallo, che fanno in pochi, è un vino che abbinerei ad una fetta di Gorgonzola, fra dolcezza e acidità dal finale leggermente dolce. Anche il Gin mi piace molto, il Moscato è impetuoso fra le bacche di ginepro.


Raccolta manuale e maniacale, alla ricerca del frutto perfetto, appassimento, fermentazione in botti d'acciaio, tempo: almeno due anni per affinarne le qualità odorose e creare la struttura portante di un vino dal sapore elegante che si sprigiona rivelando marasche, rosa e spezie; ma poi ogni naso avverte profumi che arrivano in maniera sottile al naso. Una delle caratteristiche che amo di più del Moscato di Scanzo è quella di essere un vino ottenuto da uve appassite, quindi ricche di zuccheri, ma che non è mai troppo dolce, è un vino intrigante in grado di dare dipendenza senza stancare mai.

Solitamente lo bevo senza cibo, ritengo abbia la capacità di farmi nascere idee, pensieri leggeri, positivi, che rendono la vita più gioiosa guardando al bicchiere mezzo pieno - anche se poi, in questo caso si svuota -. Da bere ad una temperatura di diciassette gradi, circa, per farlo "cantare", perché poi piano, piano si scalda regalando emozioni.

"Questa forse è la felicità, e se manca, a che serve vivere? Senza la felicità, la vita è un esercizio gratuito di follia". Vittorio G.Rossi


©2022 Luca Scainelli



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