Franz Haas, il Pinot Nero che si prende il suo tempo
Franz Haas, Montagna, Alto Adige. Il 2018 in etichetta, ma la bottiglia — aperta oggi — non lo lascia intuire: il Pinot Nero è arrivato fresco, senza i segni di stanchezza che qualche anno di più di solito porta con sé nel bicchiere.
I 13,5 gradi restano un dato di targa: al palato non si fanno sentire, e il vino scorre via con la leggerezza di un rosso che non ha bisogno di dimostrare nulla. È il ritratto tipico del Pinot Nero altoatesino: un vitigno che in questa zona trova l’equilibrio fra struttura e bevibilità, senza inseguire la potenza.
Il tappo a vite è già un piccolo segnale positivo prima ancora di versare: mi dà sempre entusiasmo, e proprio a questa chiusura attribuisco la longevità ritrovata in questa bottiglia.
Un vino che a distanza di anni tiene la scena senza sforzo. Il voto premia proprio questo: la tenuta nel tempo, più che un singolo tratto sensoriale.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
Quintessenza
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