Prova d'assaggio di 5 panettoni per le feste di Natale 2020


Sono all'ingresso di un supermercato in un giorno qualsiasi di un anno non comune.

Cerco nel portamonete quella che mi scardinerà il diabolico carrello con catena, che se non hai la monetina giusta dovresti avere la forza di hulk per trascinarli tutti.


Mi piace aggirarmi, curioso, fra gli scaffali ordinati e allineati, questo è il luogo più frequentato da chi ha poco tempo per fare la spesa o predilige spesso, la comodità a discapito della qualità.


Sono qui per acquistare i panettoni che fanno tanto Natale, senza troppi tecnicismi e numeri, che di questi tempi ne abbiamo già troppi, forò una cosa molto semplice che non va molto di moda, assaggerò alla ceca. In giro vedo troppa gente che scrive di cibo e poi scopro che sono vegani, vegetariani, briciolisti oppure mangiano solo i prodotti "leggeri" che spesso non si sa bene cosa contengano e del sapore non hanno neppure il ricordo.


L'unico giudice sarà il mio gusto, userò: la vista, l'olfatto e il gusto in bocca, attraverso i principali fattori che lo compongono: acido, salato, dolce e amaro.


Quello che segue è l'ordine di come li ho assaggiati dando ad ognuno un colore diverso per non essere condizionato dalle etichette.

Alla fine ci sarà il verdetto.



ORDINE DI ASSAGGIO


1-MAINA -Etichetta viola

Morbido

Pasta abbastanza omogenea

Profumo debole

Sapore medio basso

L' uvetta si sente poco e ha un colore morto

Persistenza nulla

2-MOTTA Etichetta verde

Il profumo devo immaginarlo

La pasta è rigida

L'uvetta e i canditi passano inosservati ma hanno un bel colore

Persistenza non pervenuta


3-CARREFOUR -Etichetta azzurra

Il profumo ha dei momenti di luce

In bocca sembra sciogliersi meglio degli altri, anche l'uvetta è meglio

Prima di andarsene, il sapore ha un sussulto.


4-PALUANI Etichetta gialla

Profumo poco

È un po' asciutto ma quando lo metto in bocca l'uva e i canditi segnalano la propria presenza, il retrogusto è di conservante che lascia amaro in bocca




5-TERRE D'ITALIA Etichetta bianca

Profumo poco

Sono sempre alla ricerca del burro e dell'uva ma si fa fatica a trovarli

Pasta asciutta

Sapore antico ricordo

Molto conservante

CONCLUSIONI

Stiamo parlando di prodotto molto industriale fatto per durare anche sei mesi e questo non aiuta di certo un prodotto che fa della freschezza il proprio cardine, quando si parla di lievitati si pensa subito al panettone. Per preparare questi prodotti non si vanno a prendere le materie prime più ricercate, penso all'uvetta australiana 5/6 corone, tanto per citarne uno ma si sta sul basico, anche il lievito utilizzato influisce.

Devo dire che se con me ci fosse stato Ludovico il Moro non avrebbe gioito come fece il giorno che, per un errore, il garzone della cucina gli fece assaggiare il Pan de Toni che lo inebriò con un profumo mai sentito prima, l'unico momento in cui ho potuto sentirlo è stato subito dopo aver aperto l'involucro celofanoso che lo conteneva, per il resto è stata un' esperienza piuttosto deludente. Cambiano i marchi e i colori ma quello che c'è dentro è uguale per tutti, il burro per esempio sembra nascosto, da notare i prezzi che nel caso Terre d'Italia schizza come per rivolgersi a quelli che, presi da un impeto di generosità verso il prossimo lo acquistano pensando di fare cosa gradita.


CLASSIFICA FINALE


5° POSTO

Prezzo al kg €4,60



4° POSTO

Prezzo al kg €4,60



3° POSTO

Prezzo al kg €8,90



2° POSTO

Prezzo al kg €4,60



1°POSTO

Prezzo al kg €2,59


©2020 Luca Scainelli

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