Km0 Venezia Osteria, quando la pizza paga il conto del turismo
Venezia non delude mai, nel senso peggiore del termine. Stavolta tocca a Km0 Venezia Osteria, Santa Croce 270F, dietro Campiello Lavadori di Lana.
La pizza arriva già tagliata in otto spicchi, come se il servizio avesse fretta di liberare il tavolo. Non faccio domande — qui le ho già esaurite tutte, prima con un pasticcere dell’Hotel Monaco e poi seduto sui gradini di San Marco, da dove una vigilessa mi ha gentilmente rimesso in piedi. A Bergamo Alta dovrebbero fare lo stesso.
Torniamo al piatto, purtroppo. Pomodoro tra i più anonimi in commercio, mozzarella da bancone industriale, cottura incoerente: punti bruciati e punti ancora crudi sulla stessa pizza. Il risultato non convince in nessun elemento, né impasto né condimento né gestione del forno.
Dieci euro per una margherita che altrove, a metà prezzo, avrebbe il doppio del sapore. È l’ennesima conferma che il turismo di massa sta divorando l’enogastronomia italiana nei suoi angoli più esposti. Nello stesso giro ho visto lasagne servite in terrina.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
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