Château Latour 1978, la sera delle lacrime da Biava
Retrogusto è il venerdì in cui si guarda indietro, e stavolta si torna al 2016, in cantina da Biava — lo storico produttore del moscato di Scanzo. Eravamo seduti tra le sue botti quando lo zio ha tirato fuori quello che teneva per sé, in cantina privata: bottiglie ormai disperse, che oggi non si trovano più uguali.
Château Gallais Bellevue, Médoc 1998: frutto scuro e terra bagnata, ancora dritto in bocca. Château Fonbadet, Pauillac 1985: cedro e tabacco, morbido come un divano vecchio. Lynch-Bages, Pauillac 1985, Grand Cru Classé: più muscolo, liquirizia e grafite. E il pezzo che ha fermato la conversazione: il Grand Vin di Château Latour 1978, Premier Grand Cru Classé — quarant’anni portati con eleganza, frutto ancora vivo sotto cuoio e sottobosco. Importato all’epoca da Ercole Brovelli, a Milano.
Ad accompagnare, i formaggi di Via Lattea — i bergamaschi che fanno formaggi di capra senza avere le capre, e riescono comunque a farmi emozionare. Di quella sera ricordo le lacrime. Non è una metafora.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
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