Napule, una Margherita che non grida né vince
Una pizza che fa la pizza. Niente di più, niente di meno: né lo scandalo in tavola né il miracolo napoletano. Da Napule, a Lecco, la Margherita arriva da un forno a legna che però non distribuisce il calore in modo uniforme: una parte di cornicione è ben cotta, un’altra è rimasta cruda. Il risultato è un impasto che in certi punti diventa gommoso.
Anche la mozzarella paga lo stesso squilibrio di temperatura: non ha avuto il tempo di asciugare bene e, appena il calore cala di un grado, si stacca dal disco. Pomodoro e mozzarella sono prodotti nella media, né più né meno — funzionano perché il prezzo, 5,50 euro, è davvero irrisorio.
Il problema di fondo è la poca attenzione del pizzaiolo nella gestione della cottura: il disco è lo stesso ovunque, ma il forno no.
Un voto così oscilla spesso tra il 30 e il 40: quando la cottura non regge fino in fondo, la bilancia pende verso il basso. Qui è andata così.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
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