Lo sciroppo con tracce di pesca
Le Conserve della Nonna. Il nome dice tutto, e non è un complimento. La retorica della nonna in cucina è la più logora del marketing alimentare italiano: evoca tradizione, genuinità, semplicità — e solitamente nasconde prodotti che di tutto questo hanno solo l’etichetta.
Pesche allo sciroppo. Il concetto è elementare: frutta fresca di stagione, acqua, zucchero. Sulla carta niente di sbagliato. Nella pratica, dipende tutto dall’equilibrio: lo sciroppo deve essere una cornice, non il quadro.
Qui il quadro è sparito. Inforco la pesca, la addento: il sapore della pesca bisogna immaginarselo. Quello che arriva è zucchero, solo zucchero, in una concentrazione che copre qualsiasi traccia di frutto. La pesca c’è fisicamente — visibile, gialla, nella luce ambrata dello sciroppo — ma organoletticamente è assente, dissolta in una soluzione dolciastra che non lascia spazio a niente.
Circoncisione di incapace, confezionata con un’etichetta a quadretti rossi.
di Luca Scainelli – Errante del Gusto
Quintessenza
Il punteggio va da 20 a 60. Scopri il sistema di valutazione nell'archivio editoriale di Errante del Gusto.
Vai a Quintessenza →Newsletter
Ricevi la Newsletter di Errante del Gusto
Editoriali esclusivi, assaggi e curiosità solo per iscritti. Due volte al mese.