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Nuovo MasterChef Italia

  • 13 gen
  • Tempo di lettura: 1 min
masterchef

Quello che ho capito del nuovo MasterChef è che nulla ha a che fare con la parola "cuoco".

Più che un programma di cucina è un'esperienza per chi vi partecipa che non vede l'ora di farsi vedere in televisione. È un programma fatto per i conduttori. Che rimangono gli assoluti protagonisti,  incassano più soldi a stare in televisione piuttosto che dietro i fornelli.

Nessuno mette in dubbio la loro bravura, sta di fatto, dietro i fornelli, ci stanno poco.

I partecipanti sono e rimangono dei perfetti sconosciuti, qualche ora sotto i riflettori e poi puff, tutto svanisce. Ci mancava pure la Green Mystery Box in favore della sostenibilità che già la parola mi fa venire voglia di mettere mano alla bottiglia, -per prepararmi un Gin Tonic- non contenti si aggiunge la particolare attenzione agli sprechi. Per capire cosa frega alla gente dello spreco basta leggere i dati per vedere che siamo sempre in vetta alla classifica degli spreconi in Europa. L'ennesimo esempio di buonismo a tutti i costi. Per chi piace il genere, un bello spettacolo. Ritorno a guardare il ranger Woody Johnson, capo del villaggio di Brickleberry.


©2026 Luca Scainelli

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